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Aprile 16, 2020

IL FOOD DELIVERY NELL’ERA DEL COVID 19

by redazione in News

La pandemia da Covid 19 oltre ad un’evidente e gravosa emergenza sanitaria, ha investito l’intero tessuto economico del nostro Paese e del mondo innescando, secondo l’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro), la peggiore crisi globale dopo la seconda guerra mondiale. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro in un rapporto pubblicato sul proprio sito stabilisce che più di 4 persone su 5 (81%) vale a dire 3,3 miliardi di lavoratori sono interessati dalla chiusura totale o parziale delle attività produttive. In Italia con il DPCM 11 Marzo 2020 è stata disposta la sospensione di tutti i servizi di ristorazione, consentendo la sola ristorazione a distanza, vale a dire la consegna a domicilio dei cibi. Ecco perché la maggior parte dei ristoratori in piena emergenza covid si affida al FOOD DELIVERY.

Cos’è il food delivery?

Il food delivery altro non è che la consegna a domicilio di cibo. Un fenomeno in continua evoluzione che ha visto il sorgere di siti web e applicazioni che consentono, grazie a un semplice click, di ordinare comodamente il cibo da casa. Ne sono esempi Foodora, Deliveroo, Uber Eats,il colosso danese Just Eat.

 Impatto sul FOOD DELIVERY del Covid 19

Da un’indagine del Centro Studi Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi- è emerso che, tra gli imprenditori della ristorazione tradizionale solo il 5,4% era già in grado, al momento dell’entrata in vigore del DPCM 11 Marzo 2020, di fornire un servizio di food delivery. Per fornire sostegno al settore della ristorazione, Fipe ha previsto, con il supporto della startup pOsti, Ristoacasa una vetrina digitale già attiva e a disposizione di tutti gli esercizi (ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie) che vorranno utilizzarla per fornire agli utenti le informazioni necessarie alla richiesta del servizio di consegna a domicilio.

Il FOOD DELIVERY in Calabria: la testimonianza di due ristoratori

Per sapere come il Covid 19 sta influenzando la ristorazione in Calabria e quali sono gli impatti economico-sociali che sta generando sul nostro territorio, ci siamo rivolti a due noti ristoratori della zona.

Francesco Lettieri titolare della Pizzeria Civico 9

Francesco è un giovanissimo imprenditore. Civico 9 rappresenta per lui la realizzazione di quel sogno coltivato da bambino. Un locale dalle dimensioni volutamente contenute per garantire la meticolosa selezione dei prodotti e l’efficienza dei servizi a favore della Clientela. Civico 9 nel giro di pochi mesi diventa “l’indirizzo del cuore” di tantissimi, grazie a Francesco che dell’amore per il suo lavoro ne ha fatto il principio cardine della sua vita, e ad uno staff sempre pronto ad accogliere e a consigliare il cliente con gentilezza e professionalità.  La cura minuziosa dei dettagli, la scelta di materie prime di qualità e un menù variegato e dettagliato che soddisfa vari palati, fanno della pizza di Civico 9 un’icona da gustare assolutamente.  In questa breve intervista, ci racconta che la salvaguardia e la tutela della salute dei suoi dipendenti e della sua clientela l’hanno spinto a prendere in anticipo questa decisione. Dal giorno in cui la “crisi” ha avuto inizio, Francesco ha coltivato la speranza, sicuramente comune a quella di molti altri imprenditori, di un aiuto concreto e sostanziale da parte dello Stato. Un aiuto necessario ed erogato in tempi brevi per far ripartire l’economia della sua attività che, ad oggi, secondo Francesco non è arrivato, e che lo induce a sentirsi “solo” in questa battaglia.

Una battaglia che non coinvolge solo lui ma anche i suoi collaboratori nei confronti dei quali nutre un forte senso di responsabilità. Non fare ciò che ami, per lo più in uno scenario surreale di pandemia, ti fa sentire meno vivo. E così, dopo settimane di chiusura totale, spinto dalla voglia di reagire, Francesco decide di ricorrere al Food delivery, nel rispetto massimo delle disposizioni igienico sanitarie previste dal Ministero della Salute.  Il delivery è una sfida “nuova” per Civico 9. Sono stati creati degli appositi menù, egregiamente pubblicizzati sui vari social network e l’iniziativa è stata accolta con entusiasmo e affetto dalla clientela. Quell’ affetto che oggi ricorda a Francesco che non può e non deve mollare. Sicuramente in questo contesto di crisi pandemica, il ricorso al food delivery comporta una difficoltà gestionale che va a scontrarsi con una mentalità non totalmente pronta a un radicale cambiamento delle abitudini. Paura e Speranza sono due sentimenti contrapposti che oramai da settimane agitano i pensieri di Francesco e di molti altri imprenditori. La parola d’ordine adesso è PIANIFICARE. Le settimane che precedono la riapertura di tutte le attività di ristorazione Francesco le utilizzerà per programmare la ripresa e per organizzarsi al meglio, come Lui stesso ci racconta. Il progetto è quello di utilizzare lo spazio esterno al locale garantendo il distanziamento necessario per la tutela e la salvaguardia della salute dei Clienti.

“Sarà difficile ripartire-così conclude Francesco- sarà forse solo un ricordo quello che avevamo prima. Tuttavia credo che se tutti imparassimo ad essere più solidali gestire questo nuovo “mondo” sarebbe meno drammatico.”

Vincenzo Piterna Titolare della pinzeria B-white.

Il B-white inizia la sua attività il 7 Settembre 2013.  L’obiettivo- ci racconta Vincenzo – è garantire a tutti i Clienti un prodotto nuovo ed esclusivo. La selezione di farine e di prodotti di alta qualità, il lievito madre, gli ortaggi solo di stagione coltivati direttamente, l’assenza di prodotti congelati e l’alta digeribilità, rendono la pinza gourmet del B-white UNICA. Ma a ringraziare non è solo il nostro palato. Ringraziano anche i nostri occhi nell’osservare un locale impeccabile da tutti i punti di vista, in cui gentilezza e garbo del personale e del Titolare sono un fondamentale punto di forza.

Dopo essere venuti a conoscenza della necessaria sospensione dell’attività, Vincenzo ci confida, che il primo pensiero è stato rivolto al personale dipendente, in particolare a come avrebbe comunque potuto sostenerli in questa imprevista e sconvolgente situazione di pandemia. “E’ chiaro- spiega Vincenzo- che l’intervento del Governo per aiutarci a ripartire sarà fondamentale. Ad oggi, però, riteniamo di non aver ricevuto nulla di concreto per rilanciare l’economia delle nostre attività, se non delle semplici PROMESSE “.

La paura giustificata che si prova nei confronti di questa crisi, purtroppo, accomuna tutti gli imprenditori e non solo, che si sentono impotenti e soli nell’affrontare le conseguenze economiche di un evento che non ha eguali nella storia recente. B-white è una grande famiglia pronta ad allargarsi in modo importante, considerato che nel mese di Marzo c.a. erano programmate due nuove aperture, una a Londra e una a Mirandola. Purtroppo a causa dell’epidemia il tutto è stato rinviato ma c’è comunque fiducia nella ripartenza e nel proseguo di questi importanti progetti che consentirebbero di far conoscere un prodotto di altissima qualità ed esclusivamente made in Italy fuori dal territorio nazionale.

Impossibile fermarsi per un giovane imprenditore come Vincenzo che da sempre vive nel mondo del commercio. Così con la voglia di reagire abbraccia con entusiasmo il progetto di food delivey, rispettando le rigide regole previste dal Ministero della Salute. È stato creato un apposito sito internet pinzeria.com dedicato alla consegna a domicilio. Entrando sul sito il Cliente troverà l’intero menù e potrà comodamente da casa scegliere la pinza desiderata.  La gente ha risposto in modo caloroso a questa iniziativa, e per Vincenzo questo segnale, il più importante a nostro avviso per chi opera a contatto con il pubblico, è fonte di soddisfazione. In attesa delle disposizioni ministeriali che stabiliranno quando si potrà riaprire, al B-white già si lavora per predisporre tutte le misure necessarie a garantire il distanziamento interpersonale.

“Ci adatteremo a pieno alle nuove disposizioni per il servizio ai tavoli – così conclude Vincenzo-incentivando sempre di più il servizio a domicilio che prima non facevamo. Purtroppo la totale assenza di una società di delivery sta penalizzando la nostra meravigliosa costa e di conseguenza il settore”

La testimonianza di Francesco e Vincenzo ci spinge a una riflessione. Gli effetti economici di questa pandemia rischiano di uccidere i sogni, le speranze e i sacrifici di tutti. E’ vero ci vuole positività e coraggio ma sono necessari aiuti economici sostanziali, concreti e immediati. Bisogna ripartire tenendo conto che per effetto delle nuove disposizioni sul distanziamento i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli altri pubblici esercizi saranno costretti a ridurre drasticamente il numero dei coperti all’interno dei locali.  In termini economici questo si traduce in un’ulteriore perdita finanziaria. Ecco perché confidiamo in misure risolutive ed efficaci e, nell’attesa, questa sera, ordiniamo un’ottima cena calabrese restando a casa!

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