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Aprile 15, 2020

Il Bonus 600 euro a cura di Luca Marturano

by redazione in News

Tipico caso del Garbage can model nel modello decisionale

 Il DL 18/2020, recante misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse allemergenza epidemiologica da COVID-19” prevede, relativamente al mese di marzo 2020, un bonus di euro 600 a favore dei lavoratori autonomi e di altre categorie (che qui si riportano).

Lart 27 prevede la concessione di unindennità pari a 600 euro a favore dei liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.” Allart 28, lindennità è riconosciuta agli autonomi iscritti alle Gestioni speciali dellAgo. Allart. 29 l’indennità è riconosciuta ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali. Allart. 30, infine, la somma è riconosciuta ai lavoratori del settore agricolo.

Quanto pur nobile l’intento di non aggravare il peso del c.d. lockdown sulle categorie sopra indicate, la misura  lascia perplessi per varie ragioni. In modo iniquo, il provvedimento non analizza ai fini dell’erogazioni le reali condizioni economiche di chi riceve la somma. La ratio è stata quella d’indenizzare” con il criterio della distribuzione “a pioggia”. Distribuzione che rischia di dirigersi verso chi non ha veramente subito delle perdite nel periodo di Marzo e in quello successivo.

Certo, gli appartenenti alle casse previdenziali soggiaciono al limite dei 35.000 euro  nellanno di imposta 2018. Il limite è al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione con cedolare secca. Invece, per i lavoratori con reddito complessivo (anno 2018), compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro, essi dovranno aver cessato o ridotto lattività fra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020, oppure ridotto il fatturato nel primo trimestre del 2020 almeno del 33% rispetto allo stesso periodo del 2019, per aver diritto alla somma. Però in tale caso, dimostrare che il reddito trimestre 2020 abbia avuto una flessione in negativo del 33% in riferimento al primo trimestre 2019 è quasi impossibile – poiché i liberi professionisti dichiarano il pagamento di una fattura al momento dell’incasso e non quando eseguono la prestazione (c.d criterio di cassa). Cosicché il rischio, ripetiamo, è stato di riconoscere un indennizzo in modo superficiale e di agevolare chi effettivamente non ne aveva bisogno. Ad avviso di chi scrive, sarebbe stato opportuno porre le 3 seguenti accortezze nel concedere il bonus:

1. Distinguere l’ indennizzo per territorio. La somma non può essere uguale per tutto il territorio nazionale; il costo della vita tra nord, centro e sud è nettamente  diversificato. Era essenziale erogare il bonus facendo riferimento agli indicatori economici territoriali già in possesso dei vari ministeri.

2. Distinguere l’indennizzo per categorie. Abbiamo appurato che un libero professionista può, in ogni caso, ricevere la stessa somma di un lavoratore  stagionale.

3. Eliminare il click day. Le risorse sono state assegnate con una procedura online che ha messo i luce i limiti informatici di uno dei maggiori istituto di previdenza sociale dell’ Europa. Il “click day”, per certi versi inevitabile, sarebbe dovuto essere sostituito distribuendo le risorse, oltre che in ordine cronologico, privilegiando quanto indicato  nei  punti 1 e 2  precedenti.

Concludendo, si ritiene che la misura sia stata un dispendio affrettato di energie e somme pubbliche che se distribuite con parametri più razionali e ponderati avrebbero di certo contribuito a realizzare effetti diversi. La fretta e l’impreparazione agli eventi, sono stati cattivi consiglieri dei policy makers italiani che hanno preferito a un modello razionale di assegnazione delle risorse il c.d. modello Garbage can model che nella nostra lingua vuol dire semplicemente “modello del bidone della spazzatura”, per il quale non mi sembra opportuno descriverne il funzionamento – poiché lo stesso nome rende chiara l’idea di come funzioni.

Luca Marturano

Consulente del lavoro,

Locri (RC).

 

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